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Category Archive for: 'Riflessioni'
Porto i Misteri

“Gesù Cristo che volle nascere in una stalla, dimorare in una bottega, morire sopra un duro legno di Croce, per istituire i Misteri volle un Cenacolo grande, bello, adorno e lasciò Se stesso in quella notte in cui uno lo tradì, un altro lo negò…e tutti lo abbandonarono… Oh! Se Pietro si fosse ricordato d’aver ricevuto Gesù nel suo cuore, no non lo avrebbe negato: è questa la preparazione remota, il frutto della SS. Comunione. RICORDARSI LUNGO LA GIORNATA D’AVER RICEVUTO I MISTERI. PORTO I MISTERI”

Madre Serafina, Circolare n. 4, 8 giugno 1898

Ora Santa: Tessera e Contrassegno

 L’ora santa è l’omaggio che noi Religiose del SS.mo Sacramento tributiamo al nostro Celeste Sposo rinchiuso entro il Ciborio; è come il distintivo del nostro Istituto. […] Oh come nel silenzio della notte salgono gradite le preghiere e i gemiti del Cuore di Dio… esse ottengono al mondo la pace, agli afflitti conforto, ai peccatori la conversione. Servono mirabilmente ad associare la vita contemplativa all’attiva, in modo che questa non sia priva della dolcezza; e quella accompagni e perfezioni ogni atto di questa.(…) Se la tessera e il contrassegno del nostro Istituto è la devozione al SS.mo Sacramento, io vorrei vedere esposto ogni giorno questo Dio d’amore, tributargli tutta la gloria, perché l’adorazione ai Misteri è per me un bisogno naturale del cuore, è un godere in terra le delizie del Paradiso coll’unica differenza che qui lo contemplo sotto le tenebre misteriose, e in Paradiso nella pienezza della sua gloria”. (Guida Pratica cap. 4 – 5)

Vivere in castità, povertà e obbedienza

“Come Gesù Cristo si immola continuamente sugli altari e vive in stato di vittima entro il Tabernacolo, così la Clarissa francescana si offre vittima al suo Sposo celeste, e a Lui fa una perpetua immolazione di tutta se stessa per mezzo dei voti di Povertà, Castità e Obbedienza. Col voto di Povertà Gli offre quanto possiede o potesse possedere, in maniera che non le rimane nulla di nulla, e come pevera mendicante riceve in carità dalla religione il necessario alla vita. Col voto di Obbedienza Gli immola la propria volontà, quella libertà che è dono sì prezioso di Dio, per cui non esiste più per essa che la volontà del suo celeste Sposo, nel quale trova tutte le sue compiacenze. Col voto di Castità Gli consacra la sua anima, il suo spirito, il suo cuore, il suo corpo e dopo tale consacrazione essa riguarda il suo essere come cosa sacra di Dio solo cui deve conservare, rispettare come non sua. In una sola parola con i voti si immola quanto abbiamo, quanto siamo e quanto possediamo! Chi comprende, in pratica, l’essenza di questa consacrazione può dire che realmente si immola a Gesù Eucaristico… oh! Gesù mio, fa comprendere alle tue Spose il valore, l’essenza, i vantaggi della vera immolazione!”

AGCFM, Il segreto della mia santificazione, c. IV, 4 – 5

Nella sua volontà…la nostra consolazione

Dobbiamo essere indifferenti a tutto fuorché al Suo amore; dobbiamo vincerci, superare certe cosette, purché facciamo la volontà di Dio… dobbiamo ripetergli spesso: Voi solo mi bastate, o mio Dio. Deus meus et omnia. Ripetere spesso: Signore mostrateci la vostra volontà e dateci la grazia di adempierla”. “Il conoscere la volontà di Dio e il seguirla, qui sta la nostra consolazione”. “Ho lo spirito desideroso di Dio, ma parmi che Gesù non sia contento di me… ho bisogno di pregare… sempre in cerca di Gesù… sempre la volontà di voler Lui solo e di rinunziare a tutto… che non è Lui. Gesù, Gesù… riparare, amare, mostrarmi quale sono, perché mi renda meno indegna di Te. Riparazione, amore…” “Tutta la perfezione consiste nel fare la Volontà di Dio e nel lasciare che Egli faccia la volontà sua su di noi”.